Angelo Peretti

  • Con Il profumo del bicchiere mezzo pieno, Angelo Peretti restituisce al vino la dimensione più umana e poetica. Tutto inizia da una domanda - «Saremo felici mai?» - contenuta in una canzone. Spinto da questo interrogativo esistenziale, l’autore riapre i faldoni di appunti enologici accumulati negli anni e scopre una verità inaspettata: le sue note sul vino, redatte come giornalista e divulgatore, sono, in realtà, una lunga e ininterrotta riflessione sulla felicità. Ne dà conto in questo libro, nel quale il “bicchiere mezzo pieno” non è la banale metafora di un ottimista ingenuo, bensì l’invito alla visione profonda della realtà, con il vino che è filo conduttore di un vero manifesto contro la “malattia della fretta”, attraverso ricordi d’infanzia, assaggi, arte, letteratura, filosofia e cultura pop.  Angelo Peretti è una delle voci più autorevoli della critica vinicola italiana. Si occupa di vino da quasi quarant’anni come giornalista, scrittore e autore di piani strategici per consorzi di tutela. Dirige il giornale on line The Internet Gourmet. Per il suo libro Esercizi spirituali per bevitori di vino (Edizioni Ampelos) ha ricevuto il premio Michele D’Innella (Vinibuoni d’Italia – Touring Club Italiano) ed è stato nominato “autore dell’anno” dai Wine Travel Awards alla London Wine Fair.
  • di Angelo Peretti Dopo il successo del libro Esercizi spirituali per bevitori di vino, che gli è valso il riconoscimento di autore dell’anno nel premio internazionale Wine Travel Awards e il conferimento del premio Michele D’Innella da parte della guida Vinibuoni d’Italia e del Touring Club Italiano, Angelo Peretti torna a occuparsi di vino da una prospettiva radicalmente diversa: quella degli astemi. Nel mondo occidentale, chi non beva vino o altri alcolici, pur rappresentando il quaranta per cento della popolazione adulta, viene additato come “anomalo”. Di conseguenza, è fatto oggetto di svariati pregiudizi e di piccole o grandi vessazioni, spesso apparentemente veniali, ma non per questo meno fastidiose: dal «non sai cosa ti perdi» alla pretesa ingiustificata che si debba brindare solo con qualcosa di alcolico; dalla presunzione di gravidanza per le donne che non bevano alla spogliazione dei calici di cristallo dal posto a tavola; dall’accusa di scarsa empatia nei confronti dei colleghi durante gli appuntamenti aziendali di team building, generalmente caratterizzati dall’offerta di alcolici, alla scarsissima disponibilità di alternative analcoliche nella ristorazione e nella banchettistica. Giocando le carte dell’ironia, della leggerezza di scrittura e di una militanza giornalistica più che trentennale nel settore del vino, nella ventina di brevi capitoli del suo pamphlet, l’autore sfata quegli assurdi e incancreniti luoghi comuni sulla cui base i bevitori di alcolici assillano, più o meno involontariamente, gli astemi. Ne nasce un Manuale di autodifesa per astemi che mira da un lato a sostenere le ragioni dei non bevitori e dall’altro ad aiutare i bevitori di vino e i gestori di locali pubblici a prestare maggiori attenzioni ai commensali astemi, nell’intento di migliorare le reciproche relazioni personali, la qualità del servizio alla clientela e il piacere di una serata conviviale.  
  • di Angelo Peretti Generalmente, il vino è oggetto di manuali tecnici e di guide alla degustazione. È invece raro che costituisca la prospettiva lungo la quale interpretare i pensieri, le azioni degli esseri umani e le necessità dei loro corpi, delle anime e delle menti. La riscoperta dei contenuti emozionali e intellettuali – ossia “spirituali” – del bere e del vivere è l’obiettivo che Angelo Peretti propone al lettore attraverso novanta brevi “esercizi” mentali a cavallo tra narrativa e saggistica. Con una logica stringente e un’ironia dissacrante, l’autore aiuta a riconoscere e sfatare i luoghi comuni che si sono stratificati a tal punto da inibire il godimento libero, immediato e spontaneo del vino e della stessa vita. In particolare, le regole da iniziati e le pose ostentate da quei sedicenti intenditori, che si ergono a sacerdoti dell’enologia, vengono smantellate una ad una, restituendo al bevitore il piacere di un gesto naturale come il condividere un bicchiere di vino con le persone care. Per accompagnare indistintamente il neofita e l’iniziato a riappropriarsi della dimensione genuina del bere, i novanta “esercizi” prendono spunto da romanzi, aneddoti, poesie, canzoni, interviste che hanno a che fare con tutt’altro rispetto al vino: si parla d’altro per parlare di vino, e viceversa. Inoltre, per chi poi volesse approfondire le proprie “esercitazioni” attraverso il calice, Peretti suggerisce per ciascun capitolo due vini, uno italiano e uno estero, coerenti con il contenuto narrato: la scelta si ripartisce fra etichette note e bottiglie meno conosciute, per un totale di centottanta vini. Disponibile anche in Ebook
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