Ampelos Pamphlet

  • di Umberto Notari introduzione di Simone Fagioli

    «Impadronisciti del mistero che Dio ha messo nel vino e avrai ai tuoi piedi il mondo».

    Il vino “futurista”.

    Umberto Notari in L’arte di bere non parla di vino solo come bevanda, ma vi addensa attorno tutto un mondo, in senso ampio molto élitario, che poi si sforza di esplorare attraverso tutti i passaggi culturali, economici, sociali, e morali. Il vino, consumato con moderazione e consapevolezza, è un elemento positivo e benefico. Rappresenta non solo un piacere sensoriale, ma anche un legame con la tradizione, la cultura, la terra. È un simbolo antico ma vivo, in contrasto con la freddezza e l’alienazione delle bevande “moderne”.

     
  • di Jean Charles Halley, Jérôme Douzelet, Gilles-Éric Séralini illustrazioni di Emmanuel Chaun

    Un manifesto divertente e militante con cinque capitoli illustrati da Chaunu.

    Mentre Chaunu ironizza sul Cu, gli autori si impegnano a rispondere in modo chiaro e scientifico ai seguenti temi:

    Il Cu, essenziale alla vita.

    Il Cu nel vino.

    Il Cu e i pesticidi di sintesi, gli effetti sulla salute a confronto.

    Il Cu fa bene all’ambiente.

    Il gusto del Cu nel vino.

    Il Cu, come avrete capito, è il simbolo chimico del rame.

    Questo è utilizzato in particolare in agricoltura e principalmente in viticoltura biologica con la famosa poltiglia bordolese. Attualmente è oggetto di dibattito a livello europeo.

    Allora... Muoviamo il Cu!

    Disponibile dal 1 dicembre 2026
     
  • di Angelo Peretti Dopo il successo del libro Esercizi spirituali per bevitori di vino, che gli è valso il riconoscimento di autore dell’anno nel premio internazionale Wine Travel Awards e il conferimento del premio Michele D’Innella da parte della guida Vinibuoni d’Italia e del Touring Club Italiano, Angelo Peretti torna a occuparsi di vino da una prospettiva radicalmente diversa: quella degli astemi. Nel mondo occidentale, chi non beva vino o altri alcolici, pur rappresentando il quaranta per cento della popolazione adulta, viene additato come “anomalo”. Di conseguenza, è fatto oggetto di svariati pregiudizi e di piccole o grandi vessazioni, spesso apparentemente veniali, ma non per questo meno fastidiose: dal «non sai cosa ti perdi» alla pretesa ingiustificata che si debba brindare solo con qualcosa di alcolico; dalla presunzione di gravidanza per le donne che non bevano alla spogliazione dei calici di cristallo dal posto a tavola; dall’accusa di scarsa empatia nei confronti dei colleghi durante gli appuntamenti aziendali di team building, generalmente caratterizzati dall’offerta di alcolici, alla scarsissima disponibilità di alternative analcoliche nella ristorazione e nella banchettistica. Giocando le carte dell’ironia, della leggerezza di scrittura e di una militanza giornalistica più che trentennale nel settore del vino, nella ventina di brevi capitoli del suo pamphlet, l’autore sfata quegli assurdi e incancreniti luoghi comuni sulla cui base i bevitori di alcolici assillano, più o meno involontariamente, gli astemi. Ne nasce un Manuale di autodifesa per astemi che mira da un lato a sostenere le ragioni dei non bevitori e dall’altro ad aiutare i bevitori di vino e i gestori di locali pubblici a prestare maggiori attenzioni ai commensali astemi, nell’intento di migliorare le reciproche relazioni personali, la qualità del servizio alla clientela e il piacere di una serata conviviale.  
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