Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

La prima volta che ho letto l’edizione originale inglese del libro “Amber Revolution” mi è venuta in mente la seguente strofa dell’ultima canzone di Fabrizio De André: “Smisurata preghiera”

“per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità […] ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere”

Le similitudini tra queste parole e le storie dei produttori citati nel libro sono evidenti.
Simon J Woolf è riuscito a ricercare e a raccontare l’intuizione di alcuni produttori di vino sparsi in Friuli, in Slovenia e in Georgia.
Persone che, con l’idea di ritornare alle origini, viaggiando in direzione “ostinata e contraria” hanno perseguito con determinazione la rinascita degli “orange wine”.

Si può innovare attingendo dal passato oppure immaginando il futuro.

Dalla prefazione di Attilio Scienza:

“La produzione degli orange wine, la Amber Revolution e la vinificazione in anfora rappresentano un vero e proprio “ritorno al futuro”, dove l’argilla si identifica nella grande madre, archetipo junghiano della terra, del mondo sotterraneo, della procreazione e in senso stretto nell’utero.
Nelle raffigurazioni simboliche dell’anfora il consumatore scopre la metafora della vita, rappresentata dagli elementi che la compongono: la terra, l’acqua, il fuoco. In questi vini il consumatore percepisce finalmente il più importante elemento immateriale di un vino, la credibilità e l’affidabilità del produttore”.

Prima di concludere la lettura del libro avevo già contattato l’autore e concordato di curarne l’edizione italiana.

 

 

Vi invito, inoltre, a visionare lo studio di Giacomo Falconi sul testo di De André al seguente link